Quando Roma era un paradiso

Quando Roma era un paradiso
Autore: 
Stefano Malatesta
Pubblicato da: 
Skira

IL LIBRO - Quando la guerra finì, sembrò che i romani quasi non se ne fossero accorti. Roma liberata dal fascismo era bella, sovrana e ancora più grande: i mostri architettonici non avevano fatto ancora il loro ingresso, ed era possibile incontrare con lo sguardo la distesa delle campagne. Intorpidita ma sopravvissuta, Roma era ancora una donna fertile che si risveglia in un giorno di primavera e la popolazione non sembrò particolarmente disorientata dalla nuova rinascita post bellica. Sicuramente qualcosa accadde in quelle strade, rispetto al resto d’Europa: sembrava quasi che i romani avessero dimenticato di essere stati fascisti, di aver messo piede in piazza Venezia, acclamando a gran voce il Duce. Le camicie nere erano già state dimenticate dalla memoria collettiva, e Roma si svegliava così alla fine degli anni Quaranta: ammaccata ma irrequieta, senza sensi di colpa e in preda a un prurito edilizio. Attraverso l’entrata così poco trionfale degli americani («bella la marcia di questi volti che escono dai nascondigli per vedere la marcia dei soldati americani. Marcia descritta come trionfale, ma fatta di uomini sporchi, stanchi, i più deboli mandati dall’America»), Stefano Malatesta inizia il suo viaggio attraverso la città dei Fori in un percorso che parte dagli anni post bellici fino ad arrivare ai folgoranti anni del miracolo economico romano.
L'AUTORE: Stefano Malatesta è nato a Roma dove si è laureato in Scienze Politiche. Ha cominciato a viaggiare molto presto e da allora non ha mai smesso. È stato viceamministratore di una piantagione di tè alle Seychelles quando queste isole erano una colonia inglese, documentarista di animali, cronista di nera, inviato di guerra. Per la Repubblica scrive da oltre venticinque anni critiche d’arte, recensioni di libri e commenti e soprattutto racconti di viaggio sempre sulle tracce di qualcosa o di qualcuno, riprendendo una certa tradizione del recit de voyage quasi scomparsa nei giornali italiani e oggi fin troppo praticata. Oltre alle prime guide alla natura in Italia, ha scritto L’armata Caltagirone, Il cammello battriano, Il cane che andava per mare e altri eccentrici siciliani, Il grande mare di sabbia, Il napoletano che domò gli afghani. Dirige la collana di letteratura di viaggio «Il cammello battriano» per la casa editrice Neri Pozza. Il suo prossimo libro, che sarà pubblicato in giugno nelle edizioni Neri Pozza, si intitola La vanità della cavalleria e altre storie di guerra. Ha vinto il Premio Albatros Palestrina, L’Este-Ferrara, il Comisso, il Settembrini regione veneta, il Premio Barzini per il miglior inviato speciale dell’anno e il Chatwin.

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Maggio 3, 2016